Glooscap
laboratorio di ricerca
e arti visive.


Album di famiglia / workshop - evento espositivo

Worktable, la società dello spettacolo e la forza delle immagini
A cura di GLOOSCAP

Guest curator ACTION30

25-26 giugno, Casa Cava, Matera

In collaborazione con Diòtima



Giunto alla sesta edizione, il workshop Album di Famiglia si terrà a Matera, presso gli spazi di Casa Cava, nel cuore del rione dei Sassi, il 25 e il 26 giugno. Docente e guida di un percorso di montaggio iconografico e filosofico sarà il collettivo Action30, che curerà l’evento espositivo a chiusura del laboratorio, il 26 giugno, alle 19:30

Premessa
In un'epoca caratterizzata dalla diffusa sovrapproduzione di immagini, Glooscap (Associazione culturale promotrice del progetto) ha preferito prendersi cura delle fotografie già esistenti negli album privati e familiari, per provare a dare loro una nuova lettura. A questo scopo, da circa due anni, ha intrapreso l'ardua impresa di raccogliere e catalogare l’informe quantità di fotografie proveniente dagli Album di numerosissime famiglie e di fondare un archivio immateriale, costituito dalle riproduzioni digitali di queste fotografie. Oggi, l’archivio Album di famiglia conta più di 1500 fotografie digitalizzate e catalogate, durante workshop itineranti finalizzati, da un lato, ad ampliare il repertorio di memorie fotografiche vernacolari e, dall’altro, a promuovere la discussione e la riflessione sulle nuove pratiche artistiche e culturali legate all’immagine d’archivio.


Descrizione
Il workshop Album di famiglia prevede un percorso formativo che offrirà:
- competenze nel settore della conservazione e catalogazione fotografica 
- strumenti di ricerca artistica sul materiale d’archivio.
Nell'ambito del workshop, l’intervento di Action30 sarà formativo e curatoriale, volto alla definizione di uno specifico concept artistico a partire delle immagini raccolte e condivise dai partecipanti. Il concept artistico così formulato sarà il tema centrale dell'evento espositivo che chiuderà l’esperienza del workshop, il 26 giugno alle 19:00 presso gli spazi di Casa Cava. L'apertura della mostra coinciderà con il talk di presentazione del collettivo “Action30”, in presenza di Pierangelo Di Vittorio, Alessandro Manna ed Enrico Mastropierro.


Tema del workshop
Da quando accendiamo il cellulare per controllare il meteo o per consultare un quotidiano online, a quando spegniamo il computer dopo aver risposto a una richiesta di amicizia su Facebook o dato l’ultima occhiata alla posta, passando attraverso lo zapping televisivo quotidiano, la nostra esistenza è attraversata e moltiplicata da un flusso ininterrotto di parole, immagini e suoni provenienti dall’universo mediatico. Il reality show definisce il nostro essere al mondo, seguendo due direttrici generali: la fusione della realtà con il suo spettacolo e l’efficacia morale dei flussi mediatici. Quando la realtà non si distingue più dal suo spettacolo, si dissolvono le opposizioni che permettevano di orientarsi nel mondo: vero e falso, bene e male, brutto e bello, giusto e ingiusto, arte e non arte ecc. Le frontiere diventano permeabili, sfumate. Siamo immersi in un minestrone mediatico-esistenziale nel quale l’orrore si confonde con il banale, il tragico con il triviale, e che si autoalimenta all’infinito. I sentimenti morali sono diventati l’ingrediente di base di questo minestrone; le emozioni filtrano il nostro potere di attraversare i flussi mediatici e d’interagire con gli altri, la nostra capacità di riconoscere e rendere visibile la realtà, di conferirle un senso e una dignità o di negargliela, di “sentire” con gli altri o di restare insensibili, di prendere posizione e indignarci o di restare indifferenti. La realtà è un archivio profano di “verità” che dev’essere problematizzato e decostruito, un immenso montaggio di somiglianze di famiglia e di evidenze sensibili da smontare, analizzare e rimontare. Come trovare il punto di “rottura” in tale montaggio, che si presenta come un flusso oggettivo, naturale? Come suscitare scosse “differenziali”? Come ridare alle immagini la loro “forza” sensibile?
Durante l’esilio, Brecht si pose un problema analogo: come ritrovare la verità della guerra stando immersi nel flusso torrenziale delle immagini attraverso cui i media la presentano (quotidiani, cinegiornali ecc.)? Come farsi largo in questa poltiglia mediatica, per sgranare gli occhi dinanzi alla sua tragica realtà? Come riuscire a pensare e a raccontare la guerra, invece di farci l’abitudine e di subirla? Nel punto di convergenza tra due interessi – le immagini e la poesia epigrammatica – Brecht allestisce un nuovo tavolo da lavoro, inventa una nuova macchina di ricerca: il genere ibrido dei fotoepigrammi. Seleziona e colleziona immagini ritagliandole dai giornali (città rase al suolo, soldati dinanzi al cadavere del nemico ecc.), per poi accoppiarle con i suoi testi poetici, fino a formare una sorta di album, un montaggio poetico-politico che prenderà il titolo di Abicì della guerra. Negli stessi anni, Benjamin mette l’accento sulla scossa sensibile provocata dalla pratica del montaggio: il suo tavolo da lavoro è come una centrale elettrica in cui il critico gioca a creare sbalzi di tensione, a produrre shock, attraverso connessioni inedite tra cavi che nessuno avrebbe pensato di collegare. Possiamo allora chiederci: l’abicì della realtà e delle emozioni non è forse il compito cui oggi siamo chiamati? Nell’epoca del reality, non dovremmo impegnarci in un nuovo e continuo processo di “alfabetizzazione”? Apprendere e coltivare l’arte di smontare e rimontare s

Programma

- 25 giugno, h 10:00 / h 13:00

Introduzione agli archivi fotografici. Inventariazione e catalogazione. Inserimento delle immagini nel database catalografico.

- 25 giugno, h 15:00 / h 19:00

Percorso multimediale mirante a illustrare il tavolo da lavoro di Action30 e i suoi presupposti culturali. 

- 26 giugno, h 10:00 / h19:00

Lavoro collettivo sugli album di famiglia dei partecipanti, che saranno smontati e rimontati a partire da un insieme di materiali eterogenei, sia dal punto di vista dei supporti e dei linguaggi (libri, giornali, riviste, cartoline, dépliant turistici, internet), sia da quello dei tempi storici (passato, presente, futuro). 

- 26 giugno, h 19 :30

Inaugurazione della mostra Worktable, la società dello spettacolo e la forza delle immagini, a cura di Action30 e presentazione del progetto, da parte dei curatori e dei partecipanti

Djset e buffet, dalle 21:00 in poi



Materiali che i partecipanti sono invitati a condividere

I partecipanti sono invitati a portare con sé, oltre alle foto di famiglia, un repertorio di documenti e immagini che siano direttamente legati all’archivio fotografico (come i biglietti di un viaggio o di un concerto, la locandina di una mostra o le partecipazioni di un matrimonio) oppure attinenti, più in generale, al modo in cui essi si rappresentano le memorie familiari nell’evoluzione del loro contesto storico e sociale (per esempio i cambiamenti concernenti i territori naturali e i contesti urbani, le istituzioni, i modi e gli stili di vita, la cultura). Altri materiali utili allo svolgimento del workshop sono: PC portatile, righello, matita e forbici.

Action30
Collettivo di ricercatori e artisti, nato nel 2005, che indaga sulle nuove forme di razzismo e di fascismo attraverso l’analogia con gli anni 30, e sperimenta nuove forme ibride di trasmissione e condivisione della cultura (seminari e workshop multimediali, graphic essays, mostre, performance, spettacoli). Tra le sue produzioni: il volume L’uniforme e l’anima. Indagine sul vecchio e nuovo fascismo (Letture di: Bataille, Littell e Theweleit, Jackson, Pasolini, Foucault, Deleuze e Guattari, Agamben, Eco, Ballard) (2009); il cortometraggio Grande Brasserie Cyrano (2009); gli spettacoli Constellation 61. Entre histoire e magie, coprodotto con l’Autre « lieu », Bruxelles Laïque e il Théâtre National de Belgique (2011), e Nage, nage petit poisson, Dés/obéir à l’époque de la téléréalité (Festival des Libertés, Bruxelles 2014). 



Dove

Casa Cava, Via San Pietro Barisano, 47
75100, Matera


Quando

25-26 giugno 2016


Costo d’iscrizione: 70 €


Info
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tel. 380 9092121

Mirabilia-HD from Glooscap on Vimeo.


LA RICERCA SUL PAESAGGIO
L’evento è il risultato di una ricerca sul paesaggio dell’agro urbano tranese, iniziata nel mese di settembre 2015. L'oggetto della ricerca sono il parco archeologico di Santa Geffa, che comprende una chiesa ipogea del XII secolo, e l'agro della Lama Palmareto: qui sono state condotte un'indagine fotografica documentaria e una ricerca in ecologia del suono e di paesaggio sonoro.
L'ambito paesaggistico in questione testimonia parte della storia della città, in bilico tra le ricchezze archeologiche, la fierezza contadina, la complessità industria dell'industria lapidea e le relative conseguenze ambientali.
La ricerca fotografica è stata affidata a Michele Cera (autore che assume come centro dei suoi studi la rappresentazione del paesaggio, in stretto riferimento all’insediamento umano e al “Sud” come dimensione culturale) e quella sonora a Francesco Giannico (musicologo e musicista elettroacustico, co-fondatore dell’Archivio Italiano dei Paesaggi Sonori e promotore del suono come strumento partecipativo).
I luoghi oggetto di studio fotografico sono stati successivamente registrati da un secondo gruppo di lavoro che, partendo da quei suoni ambientali, produrrà un'installazione audio che accompagnerà la mostra fino al 5 dicembre e una performance live collaborativa manipolando il paesaggio sonoro in tempo reale secondo la prassi dei live electronics.

I LUOGHI
Storicamente la campagna ha vissuto in simbiosi con la città, perché i prodotti della campagna venivano acquistati e consumati dalla città, secondo un processo di reciproco sostentamento. Questo rapporto simbiotico, però, per la città degli Statuti Marinari si arricchisce di una particolarità legata ai giacimenti di pietra calcarea e tufacea: la generosità delle risorse lapidee ha significato, per lunghi periodi, lo splendore della cittadina adriatica.
All'esaurimento progressivo delle cave è seguita la corsa agli acquisti dei terreni ancora intonsi da parte degli imprenditori lapidei, speranzosi di scoprirvi dei giacimenti. Il più delle volte queste operazioni si sono rivelate fallimentari: spesso non venivano trovati gli agognati banchi di pietra e le cave venivano lasciate aperte, modificando irreversibilmente l'aspetto del territorio. Oggi il paesaggio è caratterizzato, ai lati della Strada Vicinale delle Tufare, da voragini abbandonate a se stesse (non di rado diventate discariche) e da alcune cave attive che interrompono la suggestiva teoria di ulivi e vigneti. Lungo questa strada, che un tempo giungeva la campagna con la Cattedrale, a 3 km dalla città, si incontra il Parco archeologico della Chiesa rupestre di Santa Geffa, datata attorno all' XI secolo.

IL RISULTATO DELLA RICERCA: L’EVENTO ESPOSITIVO
Gli esiti delle due ricerche complementari sul paesaggio sono stati presentati a Trani il 29 novembre al Palazzo delle Arti “Beltrani” dalle 20.30 in un evento espositivo fondato sulla contaminazione dei linguaggi artistici. All'inaugurazione della mostra fotografica “Mirabilia” è stata associata "Sounds After Images", la performance elettroacustica collaborativa diretta da Francesco Giannico.
L’esposizione di interpretare ed evocare, con i suoni e le immagini, e le differenze tra i linguaggi artistici, le contraddizioni del paesaggio liminare al contesto urbano.

“Mirabilia” è stato realizzato in collaborazione con “Xiao Yan”, e rientra nella programmazione di CAVO Fest (Subterranean Fest of electronic music, visuals, photography, video art and archeology), finalizzata alla valorizzazione dell'area del Parco Archeologico di Santa Geffa a Trani, attraverso la contaminazione di linguaggi artistici differenti.




Direzione artistica
Michela Frontino e Enrico Mastropierro, Glooscap
Inaugurazione 29-11-2015
Ore 20.30 - Balazzo Beltrani, Trani (BT)

Progetto didattico ed espositivo di fotografia documentaria a cura di Michele Cera

Autori:
Antonia Bufi
Corrado Catania
Francesco Colella
Francesco Cuccaro
Costantino Forte
Maria Marrazzo
Enrico Mastropierro
Rossella Tursi

Progetto didattico e performativo di paesaggio sonoro a cura di Francesco Giannico

Interpreti della performance elettroacustica:
Aldo Brandi
Vincenzo Carbutti
Fabrizio de Ceglia
Chiara Missaggia
Vincenzo Napolitano








Seminario pubblico / Mostra fotografica
Galleria Patrioti Molfettesi (Angolo Corso Umberto), Molfetta
17-09-2013 h. 18:00
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Conversazione sulla città e la campagna coordinata da Enrico Mastropierro

“Città e campagna: genealogia di un divorzio”
Ottavio Marzocca (Università degli Studi di Bari, Società dei Territorialisti)
L’urbanizzazione infinita e il consumo di suolo sono gli esiti finali della rottura del rapporto privilegiato della città con l’agro urbano come condizione di 'sovranità alimentare' e di indipendenza politica dei cittadini. L'egemonia del liberalismo economico ne è la causa storica scatenante.

 “Le smart cities: l'ultima utopia”
Angelo Romano (Università della Basilicata)
Come il concetto delle “città intelligenti”, nato nel contesto di innovazione tecnologica applicata alla trasformazione delle città, ha fatto perno sull'immaginario e sulla gamma di valori legati al mondo rurale, incarnando l'ultima utopia della città contemporanea.

"Il conflitto delle basi militari nel Parco dell'Alta Murgia"
Piero Castoro (Centro studi Torre di Nebbia, Altamura)
Il Centro studi Torre di Nebbia da oltre 25 anni compie un prezioso lavoro di sensibilizzazione e di riconoscimento del patrimonio antropico-ambientale dell’Alta Murgia.

Mostra fotografica

"L’immagine latente: dalle Murge a Molfetta"
Fotografie del progetto "Archivio di confine" e Luciano Montemurro – Torre di nebbia
a cura di Michela Frontino

L'immagine latente è un’alterazione provocata dall’azione della luce sulla superficie della carta fotosensibile e diventa reale solo con un particolare trattamento di sviluppo, dopo il quale la fotografia si fa visibile ai nostri occhi.
L’immagine latente è anche un’idea, un principio che, se rapportato al nostro quotidiano, può rappresentare la conoscenza profonda dei luoghi in cui viviamo.


Indagine sui confini mobili della città
http://www.archiviodiconfine.it/



Come si può sviluppare un’indagine sul nostro tempo, il suo attuale stato evolutivo, sociale, economico e soprattutto umano? In un’epoca che s’identifica in immaginari collettivi, sempre più spesso riconoscibili in dimensioni globalizzate, può la fotografia fornire un fermo immagine di noi stessi, delle nostre città e della dimensione in cui viviamo?

In quanto spazio di cesura, transizione e sospensione, Il confine è il punto di partenza per una riflessione sullo spazio e la sua evoluzione, lo spunto tematico per fermarsi ad osservare, lontano dalla frenesia mediatica e quotidiana, la relazione tra la città e i suoi abitanti.  Il confine, analizzato con gli strumenti della fotografia urbana, si traduce in rappresentazioni visive e discorsive che interpretano e teorizzano l'espansione attuale della città. Al di là degli stereotipi attraverso i quali si è abituati a immaginare se stessi e la propria città, queste fotografie intendono stimolare la conoscenza dei posti in cui si vive, affinché vengano percepiti non come qualcosa di dato, ma come una possibilità, qualcosa che siamo noi a trasformare e che si trasforma in continuazione.

Il territorio urbano è il centro dell’indagine di Archivio di Confine, lì dove la voce della cittadinanza si fa guida di una profonda ed interna comprensione della città, alla base di ogni possibile trasformazione per il miglioramento della vita e degli spazi pubblici.

Archivio di Confine è un progetto di ricerca sull’idea di confine, realizzato attraverso gli strumenti della fotografia e del progetto urbano, prendendo come oggetto il contesto urbano della città di Molfetta.
Le fasi di realizzazione del progetto hanno coinvolto un laboratorio di fotografia, finalizzato all’archivio e alla documentazione dello stato di fatto dei luoghi di confine della città di Molfetta, e il Premio di Architettura, per la redazione di un’idea di trasformazione di questi spazi.
Il Laboratorio di fotografia, a cura di Michela Frontino si è tenuto presso la Cooperativa Camera a Sud di Molfetta dal 26 ottobre 2011 al 25 gennaio 2012, e ha prodotto un lavoro di documentazione fotografica propedeutico alla progettazione e all'interpretazione urbana degli spazi di confine cittadino.
Il Premio di Architettura, ideato e diretto da Michele Guarino e Marilena Lucivero (MM!studio), si è rivolto a giovani progettisti perché fornissero spunti innovativi per la trasformazione urbana dei luoghi di confine, attraverso una strategia d’intervento che mettesse a sistema le aree urbane di confine con la città consolidata, privandole del loro ruolo di marginalità sociale e fisica. 

Fotografie di
Giordano Balsamo
Giampiero Cinquepalmi
Domenico Loiacono
Manuela Lops
Pierfrancesco Memeo
Gianluca Sciannameo
Pamela Samarelli
Rossella Traversa