J'avais toutefois à l'esprit qu'il n'était plus possible aujourd'hui de projeter une utopie. Dès le départ, avec Glooscap, j'avais le sentiment que cette aspiration à un monde meilleur était devenu impossible, et que ce projet de ville imaginaire en était le reflet.
C'est pour cela, qu'au-delà des parcours qu'elle permet, Glooscap n'est pas une ville idéale.

{Alain Bublex, Glooscap}

 
Attivo dal 2013, Glooscap è un aboratorio di ricerca che promuove la riflessione sui linguaggi della fotografia e sul paesaggio come ecosistema ambientale e sociale. Glooscap sperimenta l’incontro dell’arte e della ricerca nell’ottica della progettualità interculturale. Glooscap indaga la percezione e la rappresentazione del reale, gli usi degli spazi, le trasformazioni dei paesaggi contemporanei con gli strumenti della fotografia, del video e delle narrazioni digitali, per stimolare la consapevolezza sui cambiamenti dei luoghi di vita e della società in cui viviamo. Le tre anime di Glooscap sono la fotografia, l'antropologia e la filosofia, settori di ricerca dei tre fondatori, rispettivamente, Michela Frontino, Angelo Romano ed Enrico Mastropierro. Questo sito comprende progetti collettivi e individuali dei co-fondatori.


Chi siamo


Michela Frontino
Autrice e ricercatrice indipendente
Laureata in Conservazione dei beni culturali con Master in Photography and visual design è autrice e ricercatrice indipendente interessata alle relazioni tra archivio e percezione contemporanea. Si è occupata della ricerca iconografica di numerosi fondi fotografici (tra cui: fondo Italo Zannier, Venezia; fondo ABMC, Altamura; fondo di Salvador Dalì, Fundaciòn Gala Salvador Dalì, Spagna; fondo Antonio Negro, emigrati italiani in Svizzera). Le sue ricerche artistiche e visuali sono sempre condotte nel tentativo di attualizzare il passato attraverso gli archivi e la visione personale. È co-fondatrice del laboratorio di ricerca e arti visive Glooscap. È contributor per La ventisettesima Ora, Corriere della Sera. Suoi testi sono presenti in: Il furore delle immagini, Marsilio, 2010; Questo (non) è un paesaggio, Altrimedia, 2015. Il suo ultimo lavoro (una rilettura della diaspora eritrea nella fotografia vernacolare) sarà presentato al convegno internazionale L’album fotografico, 6-7/04/17, ICCD, Roma.

Mostre
Group Exhibition, Galleria SP3, Treviso, a cura di Michele Cera, 2016
Group Exhibition, Urupia, in "Laboratorio Italia", SI FEST#23, Savignano sul Rubicone, 2014
Solo Exhibition, a cura di Borderline-europe - Berlin, ABMC (Archivio Biblioteca Museo Civico) Altamura, 2013
Group Exhibition, Habitat, RamStudios, Fabbrica del Vapore, Milano, 2011
Group Exhibition a cura di Lia De Venere, Galleria Pall Mall, Londra, 2012
Group Exhibition, “Dialoghi di Trani”, Castello Svevo, Trani, 2012
Group Exhibition, LEGAMI, Artist in Residence 2011/2012, Buenos Aires (Argentina) e Bari, 2012
Solo Exhibition, in "Ignoti alla città", a cura di Gianluca Sciannameo, Palazzo Roberti, Mola di Bari, 2011
Group Exhibition, Un minuto di silenzio, Ubiq photographic project, Feltrinelli, Piazza Piemonte, Milano, 2010

Pubblicazioni
“I livelli di lettura di un paesaggio”, in “Questo (non) è un paesaggio”, Matera, 2016
“Sul XXI secolo. Cultura e conflitto” a cura di Christian Caliandro, Artribune, 2016
“Fotografare con il pensiero”, La ventisettesima Ora, Corriere della Sera, 2015
Oro Rosso in Documentary Platform, a visual archive, a cura di Michele Cera e Federico Covre, 2013 - http://www.documentaryplatform.com
“Oro Rosso” in "Nothing to see here #1", magazine a cura di Francesco Jodice, 2012
“Oro Rosso” in “Cartoline dalle Puglie”, a cura di Fabrizio Bellomo, Bari, 2010


Enrico Mastropierro
Filosofo
Vive in Puglia, è dottore di ricerca in Filosofie e Teorie sociali contemporanee, scrive e chiacchiera di critica sociale e post-strutturalismo. Nel 2012 pubblica per Mimesis “Il corpo e l’evento. Sullo Spinoza di Deleuze”. Collabora dal 2007 alle attività performative ed editoriali del collettivo di ricercatori e creativi Action30 che indaga sulle nuove forme di razzismo e di fascismo e con il quale ha pubblicato “L’uniforme e l’anima. Indagine sul nuovo e vecchio fascismo” (Bari 2009). Ha pubblicato: “Dall’anti-Edipo ai Millepiani” in AA.VV. Filosofie della decostruzione (Bari 2006), “L’art de l’éco” in AA.VV. “Governare l’ambiente?” (Milano 2010).
Quando al volgere della notte nessuno lo vuole più ascoltare, condivide la sua passione per la musica facendo il dj in balere e centri sociali.

Angelo Romano
Antropologo
Angelo Romano, dottore di ricerca in Etnologia ed Etnoantropologia alla Sapienza Università di Roma, docente di Sociologia Urbana alla Facoltà di Architettura dell’Università della Basilicata, si occupa di antropologia delle istituzioni e dei movimenti politici, di antropologia urbana e di politiche accademiche. Ha svolto ricerche sul campo nelle città di Mantova e di Roma. È autore di diversi saggi di antropologia urbana e curatore del volume Voci della città. L’interpretazione dei territori urbani (Carocci, Roma, 2011), fondatore dell’associazione culturale Anthropolis, dal 2006 impegnata in ricerche per conto di enti e istituzioni nazionali e internazionali.
Nel 2012 per la cooperativa Camera a Sud di Molfetta ha fatto parte della giuria per il premio di architettura all’interno del progetto “Archivio di Confine” (www.archiviodiconfine.it), archivio web dei confini mobili urbani della città di Molfetta (BA).