Lo scopo del nostro crowdfounding è realizzare un sito internet che accolga l'archivio digitale di Album di famiglia, perchè sia liberamente consultabile da tutti e in qualsiasi parte del mondo. Vuoi darci una mano?
Sul sito di KissKissBankBank troverai tutte le indicazioni per sostenere il nostro progetto: https://www.kisskissbankbank.com/album-di-famiglia-archivio-immateriale

Album di famiglia - archivio immateriale from Glooscap on Vimeo.

L'interfaccia grafica del sito consentirà la ricerca delle fotografie all'interno dell'archivio attraverso differenti campi: soggetto, data e luogo. E a ogni ricerca iconografica corrisponderà una lista di fotografie, con relative scheda descrittiva e immagine digitale in bassa risoluzione. L'alta risoluzione della fotografia, invece, sarà concessa solo dopo l'apposita richiesta formale che ne attesti l'utilizzo senza scopo di lucro. Oltre all'archivio digitale, il sito di "Album di famiglia" accoglierà capitoli di approfondimento sui temi e gli argomenti emersi durante workshop ed esposizioni fotografiche.



A chi sarà utile questo archivio digitale?


- A tutti coloro che amano la fotografia e l'evoluzione del suo linguaggio
- A coloro che studiano o sono appassionati di storia sociale e del costume e delle tradizioni culturali
- Agli  artisti e ai pensatori che vedono nell'archivio una fonte d'ispirazione e uno spazio di scambio e confronto
- Alle comunità che vogliono raccontarsi e riconoscersi attraverso la fotografia di famiglia
- A coloro che amano condividere le proprie storie
- Alle persone lontane che potranno azzerare ogni distanza rivedendo on-line le foto dei propri cari
- A tutti coloro che si sentono parte di un'unica grande famiglia senza confini né geografici né culturali

    


 

Fino ad oggi le attività del progetto "Album di famiglia" sono state realizzate grazie alla completa dedizione dei promotori del progetto; all'ospitalità delle associazioni e degli enti culturali che hanno offerto i propri spazi espositivi e le proprie sedi; a coloro che hanno partecipato ai workshop; agli artisti e curatori che hanno creduto nel progetto, apportando contenuti artistici e di pensiero.

       
   
Adesso, però, il sostegno economico per dare continuità al progetto è divenuto indispensabile.
E il vostro contributo sarà fondamentale!
Con le vostre ricompense potremo continuare l'implementazione dell'archivio e dare continuità ai prossimi workshop, alla ricerca di archivi nascosti, esposizioni, produzioni artistiche ed editoriali, visto che, oltre alla riflessione sulla fotografia, come principale supporto di riproduzione iconografica e fonte storiografica, Album di famiglia contribuisce all’editing creativo e concettuale.

Se vuoi sostenerci, su kisskissbankbank troverai tutte le informazioni che ti servono, insieme una vasta scelta di ricompense ispirate ad Album di Famiglia!

https://www.kisskissbankbank.com/album-di-famiglia-archivio-immateriale








VeryBello.it non è il nome di un reality per aspiranti estetisti (anche perché gli sponsor e le case di produzione esigono nomi più accattivanti). Non è neppure un remake di un film di Carlo Verdone, ma è qualcosa di molto simile, perché è il nome di un gesto in puro stile renziano che, per tautologia, ha la stessa credibilità del “cargo battente bandiera liberiana” del comico e regista romano.

EXBT EXHIBITION - immagini di una provincia mai nata
22-12-2014/02-01-2015
a cura del collettivo Scotoma
in collaborazione con Atomic Room

Se si sfoglia un qualunque dizionario dei sinonimi, accanto a “provinciale”, si trovano: pacchiano, retrogrado, periferico, laterale, paesano. Ma la provincia è anche, più genericamente, un luogo dell’anima, lontano, e dimenticato, dal "centro".

atomic room atomic room atomic room atomic room atomic room atomic room atomic room atomic room atomic room atomic room atomic room atomic room


EXBT è una mostra on line che racconta la provincia Barletta-Andria-Trani da inaspettati punti di vista, attraverso gli sguardi di sei fotografi coordinati dal collettivo Scotoma.
Il progetto cerca di indagare il territorio della giovane provincia pugliese, proprio nel momento di un nuovo assetto amministrativo e territoiale che fa capo all'istituzione delle città metropolitane.

BECAMO
Fotografie di Marianna Aldovini e Nicola Albertin

berlino/italia berlino/italia berlino/italia berlino/italia berlino/italia berlino/italia berlino/italia berlino/italia


"Becamo - BErlino CAsale MOnferrato - nasce per mostrare il nostro punto di vista sulla differenza fra le due
città in cui viviamo, Berlino e Casale Monferrato, una metropoli e una piccola cittadina di provincia, un posto
in cui per andare in campagna bisogna fare qualche chilometro e uno in cui è sufficiente fare 5 minuti a piedi.
La capitale dell'Europa e la capitale del Monferrato".

Becamo si compone di 24 fotografie in formato cartolina, scattate in pellicola

Il logo, realizzato da Giada Yeya Montomoli, rappresenta le torri simbolo delle due città: la torre della
Televisione di Berlino e la torre Civica di Casale Monferrato.
Becamo è anche una produzione editoriale: edizione di 50 copie con scatola coordinata.
-
Berlin
5231'07"N 1324'29"E
891,85 km2
3 531 201
3 959, 41 ab./km2
Postleitzahlen: 10115–14199
Marianna

Casale Monferrato
458'3"N 827'30"E
86,32 km2
34 576
400,56 ab./km2
codice postale: 15033
Nicola
-
Per informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Per acquistare la tua copia: aalphabet.tumblr.com/becamo

Fotografie di Enrico Mastropierro.
In mostra al circolo Arci "La Mancha" di Ruvo di Puglia (Ba) dal 18 dicembre, in via S.Agnese 3.



Equivalenti di pensieri


“Nei luoghi delle mie fotografie penso e, soprattutto, penso allo spazio”.
E. M.

Enrico Mastropierro fotografa lo spazio e in esso si perde. Il suo approccio allo strumento è arioso e libero, mentre il suo sguardo si abbandona al piacere del paesaggio.
A queste immagini non corrisponde la contingenza del luogo ma solo lo sguardo dell’uomo che ha ritagliato uno spazio per il pensiero e ha scelto di ritrarlo in fotografia. Seppur si tratti di terre che l’autore conosce perfettamente, e che in ogni stagione dell’anno è solito apprezzare in lunghe passeggiate contemplative, il suo interesse più sincero è rivolto all’atmosfera, al clima, all’ambiente e alla circostanza emotiva che, insieme, generano la riflessione e, quindi, l’intuizione artistica. Dalla filosofia alla fotografia, tutto conduce agli intensi paesaggi dell’anima in cui ciò che conta è la libertà di viaggiare con la mente, fluttuando tra le sfumature di luce e attraverso quei confini che non delimitano, ma legano ed aprono altri spazi.

I due documentari di Andrea Gadaleta Caldarola, "Destination de dieu" (2014) e “Nomos” (2012), verranno proiettati il 9 dicembre presso l'associazione culturale La Mancha, che inaugura la sua nuova sede in via S. Agnese 3, a Ruvo di Puglia.

I lavori del regista pugliese raccontano alcune declinazioni possibili del modello del “campo”. "Destination de dieu" è girato nella Daunia, ai piedi del Gargano: qui le terre sono intensamente coltivate e l'agricoltura industriale è il motore dell'economia. Durante le stagioni di raccolta, migliaia di lavoratori africani, ammassati in baraccopoli e casolari abbandonati, sono reclutati dai caporali senza contratti e nessuna tutela. “Destination de dieu” è un documentario partecipato, girato in una delle più grandi baraccopoli pugliesi, il Gran Ghetto: un racconto corale che, a partire dalle condizioni di vita dei braccianti africani, restituisce uno spaccato della Puglia e dell'Italia di oggi. "Nomos", invece, è un documentario di ricerca ispirato al testo "Homo sacer. Il potere sovrano e la vita nuda"1 del filosofo italiano Giorgio Agamben. Il documentario, girato in Kenya nel 2012, indaga tre spazi dell'abitare contemporaneo: Kakuma, un campo profughi ai confini fra Kenya e Sudan, Kibera, il più grande slum dell'Africa Centrale, e Kihingo Village, una piccola gated community di Nairobi.

 

 

 

Musei intangibili*
Un’indagine per il patrimonio dell’immigrazione in Italia
di Irene Lazzarin, anno 2013/2014

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“Per la costruzione di una frontiera, a volte, accorrono da tutte le parti genti diverse che si stabiliscono nelle sue vicinanze. Ognuna porta con sé pezzi, frammenti, briciole della propria memoria e delle proprie storie che qui, sull’orlo, si riuniscono diventando premessa di qualcosa di nuovo, di diverso.”
Significati del confine di Piero Zanini
Il progetto propone una riflessione sulla fotografia per i beni culturali attraverso la ricerca di un possibile patrimonio che rappresenti la storia dell’immigrazione in Italia, fenomeno che nell’anno appena trascorso (2013) è stato discusso in particolare nel contesto del diritto di cittadinanza.
Se il patrimonio culturale di un paese è proprietà della sua cittadinanza e ne testimonia la sua cultura, la creazione di un patrimonio dell’immigrazione pone ulteriormente la questione del significato della cittadinanza e del confronto di una cultura con l’alterità.
L’intero progetto intende esplorare alcune aree di confine tra diversi concetti contrapposti: bene materiale e immateriale, privato e pubblico, memoria individuale e collettiva, sottrazione o riproduzione, copia e originale, visibilità e invisibilità.
Il confine viene inteso come luogo di contatto con l’alterità e dunque come spazio di produzione ed evoluzione di quanto si trova al suo interno. Gli stessi beni culturali raccolti, a causa del loro soggetto e supporto, si possono considerare al confine del patrimonio culturale come comunemente considerato.

Sale grosso
Fotografie di Piero Percoco

Il paesaggio percepito dallo sguardo di Piero Percoco è il paesaggio antropico per eccellenza: la costa pugliese è prima di tutto uno scenario di fatti umani.
Il racconto delle spiagge è il racconto di una comunità che vive il paesaggio con morbosa tradizione e amore spassionato, senza inibizioni. L’ironia segue il filo della narrazione che coinvolge il rapporto dei pugliesi con il mare, il cibo, il corpo e la terra. L’immagine è potente e scanzonata. La geografia umana è disegnata con il tono cinico che decodifica ogni precedente cartolinesco della “bella” Puglia.

Il messaggio promozionale è l’altrove a cui la fotografia fresca e istintiva di Piero Percoco fa da contro altare artistico.

Michela Frontino



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fotografie di Felisiano Bruni (Rumore Collettivo)

Fare “RUMORE” è proporre una riflessione sostanziale ed eperienziale
 del nostro “modus” sociale, utilizzando la fotografia come esperienza di
 contatto, di racconto e critica del reale (dal testo descrittivo di Rumore Collettivo).
Rumore Collettivo osserva e traduce in immagini la realtà che abita. Da Molfetta vive il suo territorio con la curiosità di uno sguardo che indaga e pone domande.
Del Collettivo fotografico “Rumore” nasce “Malfatta” di Felisiano Bruni. Più che di un reportage si tratta di un racconto per immagini che si realizza all’interno dello spazio urbano molfettese, per le strade e tra la gente “di tutta la vita”. In queste fotografie si sente il respiro delle persone, la vicinanza dello sguardo e la complicità dei gesti. Osservando Malfatta è facile intuire cosa significhi esprimere una sensazione con la fotografia:
“Guardare Molfetta è stato come tuffarsi nel mare di fronte a Torre Gavetone iniziando così a nuotare senza mai capire quale sia la meta”.

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Introduzione di Michela Frontino